Sessant’anni di storia. Sessant’anni di crescita continua. Sessant’anni che hanno trasformato il taekwondo italiano in uno dei movimenti più rispettati e vincenti al mondo.
Dalle prime palestre degli anni Sessanta fino ai podi olimpici, mondiali e paralimpici. Dalla diffusione capillare sul territorio nazionale fino al riconoscimento internazionale che ha portato la Federazione Italiana Taekwondo a raggiungere il vertice tra le 215 federazioni affiliate alla World Taekwondo, diventando un modello globale per organizzazione, crescita sportiva e sviluppo del movimento.
Ed è proprio questa straordinaria storia che la FITA ha voluto celebrare nella notte del Foro Italico, trasformando Roma in un immenso palcoscenico a cielo aperto per la cerimonia conclusiva del Roma 2026 World Taekwondo Grand Prix.
Un evento simbolico, nel cuore di una manifestazione che ha riportato nella Capitale l’élite mondiale del taekwondo, confermando ancora una volta Roma come una delle sedi più iconiche del circuito internazionale della World Taekwondo.
Sui marmi del Viale del Foro Italico è andato in scena “La Via”, uno spettacolo emozionale capace di intrecciare arte, musica, danza e sport in un viaggio attraverso sei decenni di storia italiana e taekwondoka.
Ad aprire la serata è stato un suggestivo showcase di taekwondo in costume tradizionale coreano, omaggio alle radici della disciplina, prima di accompagnare il pubblico in un salto simbolico nell’Italia degli anni Sessanta: un Paese che cambiava, cresceva e sognava, proprio come il taekwondo italiano che iniziava allora il suo cammino.
Da lì, lo spettacolo ha attraversato epoche, culture e generazioni. Le atmosfere retrò del “Mambo Italiano”, con Walter Ricci nei panni di Vittorio De Sica e Karima ispirata a Sophia Loren, hanno lasciato spazio all’energia degli anni Settanta e Ottanta, fino alle passerelle sulle note di “Tarzan Boy”, alle sciarpe di Italia ’90 accompagnate da “Notti Magiche” e al racconto degli anni Novanta con “Gli Anni”, interpretata da Alessandro Tomasi.
Un grande affresco dell’Italia che cambia, cresce e si trasforma. Proprio come il taekwondo azzurro.
Il momento più emozionante è arrivato quando sessanta bambini in dobok bianco hanno pronunciato il giuramento degli atleti sulle note de “La Cura”, eseguita dal vivo da EroCaddeo. Sessanta giovani atleti, uno per ogni anno di storia del taekwondo in Italia, simbolo perfetto del legame tra passato, presente e futuro.
Poi il passaggio di testimone più significativo: il campione olimpico di Tokyo 2020, Vito Dell’Aquila, vincitore della medaglia d'oro proprio oggi, nella categoria -58kg del Roma Grand Prix, ha consegnato una cintura speciale alla giovane Flavia Carandente, rappresentando idealmente il futuro del movimento azzurro e delle nuove generazioni.
A infiammare il pubblico ci hanno pensato poi il World Taekwondo Performance Team e il Ciao Team. Trentaquattro atleti freestyler, distribuiti sui due tatami, hanno dato vita a una performance spettacolare dove tecnica, sincronismo e arte scenica si sono fusi in un unico racconto visivo. Calci acrobatici, salti mozzafiato e coreografie perfette nei colori rosso e verde hanno trasformato il taekwondo in pura emozione.
Una performance che ha raccontato il significato più profondo della disciplina: rispetto, responsabilità, unità e capacità di superare ogni limite insieme.
Il gran finale ha regalato un’altra immagine destinata a restare nella memoria del pubblico. Dopo l’Inno di Mameli eseguito a cappella da Karima, 250 droni hanno illuminato il cielo sopra lo Stadio Olimpico disegnando le tappe fondamentali della storia del taekwondo italiano: dal 1960 al 2000, fino alla comparsa della scritta “Taekwondo Olympic Sport” e del logo della Federazione Italiana Taekwondo.
Uno spettacolo reso possibile dalla visione organizzativa della FITA, con la produzione di Italia Eventi Group e la direzione creativa di Laccio — noto al grande pubblico per il suo lavoro a X Factor — e di Anghela Alò, tra le firme più autorevoli delle grandi cerimonie italiane.
“Siamo estremamente orgogliosi del successo di questa edizione del Grand Prix” — ha dichiarato il Presidente Angelo Cito. “Roma ha dimostrato ancora una volta di essere una sede straordinaria per l’evento, capace di coniugare eccellenza organizzativa, spettacolo sportivo e grande partecipazione del pubblico. Le tre medaglie conquistate da Dell’Aquila, Alessio e Bossolo sono il premio più bello per il lavoro che la nostra federazione porta avanti ogni giorno e confermano la competitività della nazionale azzurra a livello internazionale. Questo evento ci ha permesso di celebrare al meglio i 60 anni del taekwondo in Italia e rappresenta la fotografia perfetta di un movimento in continua crescita e un punto di partenza verso le nuove sfide che ci prepariamo ad affrontare con entusiasmo”.






