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Vito Dell’Aquila conquista Roma: l'oro brilla nella Città Eterna

Vito Dell’Aquila conquista Roma: il campione completa la sua leggenda nella notte del Foro Italico

Aveva conquistato l’oro olimpico. Aveva portato l’Italia sul tetto del mondo. Aveva dominato l’Europa. Ma c’era ancora una vittoria che mancava nella carriera di Vito Dell’Aquila. Roma. E adesso anche quella pagina è stata scritta. 

Al Foro Italico , davanti a migliaia di persone e a una Grand Prix Arena infuocata dal tifo azzurro, il campione olimpico di Tokyo 2020 ha conquistato il titolo al Roma 2026 World Taekwondo Grand Prix nella categoria -58 kg, completando un’impresa che sa di leggenda.

Una giornata destinata a restare nella storia

L’atmosfera attorno ai combattimenti di Vito Dell’Aquila è stata quella delle grandi occasioni fin dal primo incontro. Ogni ingresso in arena del campione azzurro è stato accompagnato da cori, bandiere italiane e un boato continuo che ha trasformato il Foro Italico in un’arena romana moderna, dove sport, emozione e storia sembravano fondersi in un unico racconto.

Perché quando combatte Vito, il pubblico sente che sta succedendo qualcosa di speciale. Lo si vedeva negli occhi dei bambini del Kim e Liù presenti sugli spalti. Lo si percepiva nell’energia del pubblico romano. Lo si sentiva nel silenzio prima di ogni azione decisiva.

Un percorso da campione assoluto

Dell’Aquila ha iniziato il suo cammino imponendosi con autorità nei sedicesimi di finale contro il turco Yusuf Badem, superato con un netto 2-0 grazie a una prova dominante chiusa con i parziali di 21-10 e 18-6. Negli ottavi il livello si è alzato ulteriormente contro il turco Furkan Ubdeyde Camoglu, ma anche in quel caso l’azzurro ha saputo imporsi 2-0, trascinato dall’energia della Grand Prix Arena e da una prestazione offensiva straordinaria, culminata in un primo round spettacolare chiuso sul 36-33.

I quarti di finale hanno poi regalato uno dei confronti tecnicamente più intensi dell’intera giornata contro il sudcoreano Tae-joon Park. Una sfida di altissimo livello vinta da Dell’Aquila con lucidità e freddezza nei momenti decisivi grazie ai punteggi di 10-9 e 10-6.

In semifinale il campione olimpico ha trovato il giordano Ja’afar Aldaoud. Ancora una volta, Vito, ha mostrato tutta la sua esperienza, controllando il match e conquistando la finale con un altro 2-0 firmato dai parziali di 16-12 e 15-12. Poi l’ultimo atto.

La finale che consacra Roma

Di fronte c’era il sudcoreano Eunsu Seo, avversario durissimo, già protagonista dell’eliminazione dell’altro azzurro Abderrahman Touiar ai quarti di finale. La finale è stata una battaglia vera. Intensa. Tecnica. Emotiva. Vito ha perso il primo round per un soffio, 47-49, in un primo round al cardiopalma che ha infiammato la Grand Prix Arena.

Ma i grandi campioni si riconoscono proprio nei momenti più difficili. E Dell’Aquila lo ha dimostrato ancora una volta. Nel secondo round l’azzurro ha completamente cambiato ritmo, imponendo il proprio taekwondo con autorità e chiudendo 34-18 davanti a un Foro Italico letteralmente in visibilio.

Il terzo round è stato pura tensione. Ogni colpo sembrava pesare il doppio. Ogni azione faceva trattenere il respiro a migliaia di persone. Poi, nel momento decisivo, Vito ha trovato ancora una volta la lucidità dei campioni assoluti, chiudendo il round sul 31-26 e conquistando finalmente quell’oro che mancava alla sua collezione.

Al suono dell’ultimo gong il Foro Italico è esploso. Un boato gigantesco. Il tricolore alzato al cielo. L’abbraccio con il suo Maestro. Gli occhi lucidi del pubblico. Roma aveva finalmente il suo re.

L’oro che completa una leggenda

Ci sono vittorie che arricchiscono una carriera. E poi ci sono vittorie che la completano. Vito Dell’Aquila aveva già scritto alcune delle pagine più importanti della storia del taekwondo italiano: il trionfo olimpico di Tokyo 2020, il titolo mondiale, gli ori europei, le medaglie internazionali conquistate in ogni parte del mondo.

Ma Roma ancora mancava. E forse proprio per questo questa vittoria pesa così tanto. Perché arriva davanti al suo popolo. Perché arriva nel cuore della Città Eterna. Perché arriva mentre migliaia di bambini lo guardano combattendo il sogno di diventare un giorno come lui.

Ed è proprio lì che si misura la grandezza di un campione. Non soltanto nelle medaglie. Ma nella capacità di ispirare.

Gli altri azzurri in gara

Nella categoria -58 kg grande percorso anche per Abderrahman Touiar, protagonista di una bellissima cavalcata fino ai quarti di finale. L’azzurro aveva superato il kazako Tamirlan Tleules ai sedicesimi e l’uzbeko Jakhongir Khudayberdiev agli ottavi, prima di arrendersi contro il sudcoreano Eunsu Seo.

Si sono invece fermati ai sedicesimi Andrea Conti nella categoria -58 kg e Lucrezia Maloberti nella categoria -49 kg femminile.

Roma applaude il suo campione

Mentre il Foro Italico continuava ad applaudire senza fermarsi, una sensazione diventava sempre più chiara. Quella notte non apparteneva soltanto al taekwondo. Apparteneva alla storia dello sport italiano. Aveva vinto le Olimpiadi. Aveva vinto il Mondiale. Aveva vinto l’Europa. Gli mancava solo Roma. Adesso ha anche quella.