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Il Giorno della memoria.

27 gennaio, giornata della memoria.

Memoria di quello che in questi ultimi tempi il mondo sembra aver dimenticato. 

Viviamo in una realtà in cui si ergono sempre più muri, si punta il dito su chi è diverso, su chi è in difficoltà, su chi viene da lontano. 

Un periodo sempre più buio, fatto di paura e di chiusura. Le stesse paure e chiusure che durante la seconda guerra mondiale hanno poi portato ad atteggiamenti di intolleranza e populismo culminati con il genocidio perpetrato dalla Germania nazista nei confronti di tanti uomini e donne, ebrei, rom, malati, omosessuali o persone che semplicemente avevano un’idea politica o religiosa differente da quella nazi-fascista.

Questa giornata serve, o dovrebbe, servire proprio a questo, a farci capire che quel tragico evento, fatto di tante storie e di tante persone, di amori, paure e vite tragicamente spezzate non è così lontano da noi, dalla nostra epoca, dal nostro quotidiano in cui l’intolleranza, la rabbia e l’odio la fanno da padroni nascondendo un’ignoranza sempre più dilagante.

Il 27 gennaio 1945 si chiusero i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz e il mondo giurò che progresso e cultura non avrebbero più permesso tanto male e tanta sofferenza.

Forse il mondo ha bisogno ancora di studiare, di tornare sui libri… per non dimenticare.