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Giornata della Memoria: 75 anni dopo abbiamo bisogno di ricordare.

Categoria: Fita

27 gennaio 1945: i sopravvissuti del campo di sterminio di Auschwitz venivano liberati dall'orrore dell'olocausto, dopo che 1,1 milioni di persone persero la vita nelle camere a gas del campo o per fame e malattie. 27 gennaio 2020: giornata della memoria, 75 anni dopo.

Memoria di che in questi ultimi tempi il nostro paese, il nostro mondo sembra aver perduto mostrando una realtà in cui si ergono sempre più muri, in cui si punta il dito su chi è diverso, su chi è in difficoltà, su chi viene da lontano. 
Un periodo che si prospetta sempre più buio, fatto di paura e di chiusure. Le stesse che, durante il periodo precedente la seconda guerra mondiale, hanno poi portato ad atteggiamenti di intolleranza e razzismo culminati con il genocidio perpetrato dalla Germania nazista nei confronti di tanti uomini e donne, ebrei, rom, malati, omosessuali o persone che semplicemente avevano un’idea politica o religiosa differente da quella nazi-fascista.

Questa giornata dovrebbe servire proprio a farci capire che quel tragico evento, fatto di tante storie e di tante persone, di amori, paure e vite tragicamente spezzate non è così lontano da noi, dalla nostra epoca, dal nostro quotidiano in cui l’intolleranza, la rabbia e l’odio la fanno da padroni mostrando un’ignoranza sempre più dilagante.

Quel 27 gennaio del 1945, quando si chiusero i cancelli di Auschwitz, il mondo giurò che progresso e cultura non avrebbero più permesso tanto male e tanta sofferenza, ma la verità è che tutti noi abbiamo ancora bisogno di studiare, di rispondere agli interrogativi odierni e di ricordare e assimilare quei valori che bisogna tramandare alle nuove generazioni per insegnare loro a non dimenticare.

Noi che facciamo uno sport che crede nello Spirito Olimpico e nei suo valori abbiamo delle responsabilità maggiori perché abbiamo il potere di unire le persone e parlare ai giovani in linguaggio semplice e comprensibile, dando speranza, superando le barriere razziali e ogni tipo di discriminazione. Non dimentichiamolo.